
ALLA SCOPERTA DELL'INDIA
Ci sono luoghi che ci attraggono e che non lasciano mai indifferenti. Il Rajasthan ne è forse il miglior esempio! È in questa regione dell'India settentrionale che Sophie Molesti e David André sono partiti per questo nuovo Vuarnet Day. Questi due appassionati di fotografia desideravano un cambiamento e uno scontro di culture. L'India e la sua atmosfera così particolare si sono quindi rivelate la destinazione ideale. Un resoconto di un viaggio ricco e intenso.
Crediti fotografici: David André
Ciao a entrambi, potete presentarvi in poche parole?
Sophie Molesti: Sophie Molesti, modella da quasi 10 anni e fotografa freelance da 3 anni. Niente a che vedere con i miei studi, perché ho studiato legge. Ma, si dice che anche la legge faccia viaggiare! *risata*
David André: E io sono David André, fotografo freelance da oltre dieci anni. Ho iniziato il mio percorso con la fotografia di snowboard e oggi lavoro principalmente nel settore della comunicazione.
Quando e come è nata la tua voglia di viaggiare?
S: Ho sempre amato viaggiare, fin da piccola adoravo andare in colonia! E se era lontano, era ancora meglio. Cambiare posto, scoprire altre persone… molto presto ho messo da parte dei risparmi per viaggiare. Da sola o con amici, dovevo scoprire altri paesaggi. Vorrei percorrere il mondo! In ogni regione ci sono storie meravigliose da scoprire e voglio essere lì per vederle e ascoltarle. Non mi passerà mai!
D: Credo che la voglia di viaggiare mi abbia sempre accompagnato. Sono nato/a in Nuova Caledonia e quando ero bambino/a, ho avuto la fortuna di accompagnare i miei genitori, in particolare in Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti. Ero troppo piccolo/a e non ne ho alcun ricordo, solo le diapositive che mio padre mostrava di tanto in tanto, ma sono cresciuto/a con il desiderio di tornarci per vedere con i miei occhi.
Per questo Vuarnet Day, sei partito/a per il Rajasthan, cosa ha motivato questa scelta?
S: Non riflettiamo molto in anticipo sulle nostre destinazioni e cambiamo spesso idea. Sappiamo che tipo di foto vogliamo fare e direi che con il tempo sono piuttosto le destinazioni ad adattarsi allo stile di foto che ci ispirano al momento.
D: La voglia di rottura, di scontro culturale, di vedere questi palazzi dall’architettura eccezionale.
E cosa ricorderai di questo viaggio?
S: Tante cose! A volte molto contraddittorie; come il rumore della gente, dei clacson contrapposto alla calma del deserto e alle sue notti limpide. Il mondo che brulica in piccole strade e il vuoto nei palazzi abbandonati sui laghi… Bisogna abbandonarsi all’India per apprezzare le ricchezze di questo paese. Non conserverò una cosa in particolare, ma proprio tutte quelle cose che ti fanno sentire subito perso/a, diviso/a tra lo stupore e l’incomprensione. È indescrivibile, bisogna andarci!
D: Il Rajasthan è estremamente bello ed estremamente provante. Questo vale per le città che abbiamo attraversato, magnifiche e incredibilmente rumorose, così come per le persone che abbiamo incontrato, a volte di una gentilezza, curiosità, bellezza senza pari, e a volte più meschine. Ma è il Rajasthan, ed è terribilmente inebriante.
Cosa speri di trasmettere attraverso le tue foto di viaggio?
S: Che si può viaggiare in modo diverso, con una dolcezza di vivere pur conservando un gusto per l’avventura. Da una semplice coperta nel deserto, in Rajasthan, a una tenda nella steppa della Mongolia, passando per una camera con tutti i comfort che sappiamo apprezzare in vacanza. Voglio che le nostre foto facciano venire voglia di preparare le valigie, incoraggino le persone ad essere più curiose.
D: La voglia di viaggiare da un lato, un po’ ingenuamente, vedere e apprezzare la differenza, la bellezza del nostro pianeta, la sua preziosità, la sua varietà, tutti questi mondi in questo mondo. E dall’altro raccontare uno stato d’animo, l’idea di libertà, prendere la strada, godersi la vita, liberarsi dai vincoli e assaporare il tempo.
Ci sono futuri viaggi in preparazione?
S: Oh sì! A maggio, siamo nei preparativi! Ti invito a seguire le nostre avventure!
D: Sempre, credo che non mancheranno mai le destinazioni. Ma non pianifichiamo troppo, per questi progetti la destinazione è spesso determinata con un certo anticipo. Ripartiamo a maggio, da seguire!
Se dovessi scegliere un solo posto sulla Terra, quale sarebbe la tua scelta?
S: Il mio letto. In una tenda nella steppa, in un'amaca nella foresta, in un king size in Rajasthan, in un lodge in Namibia, in un sacco a pelo in Islanda. Accompagnato/a dal mio peluche elefante che ha sgobbato quanto me.
D: Troppo difficile, sono stato/a toccato/a da tutti i posti che ho avuto la fortuna di visitare, ma comunque la Nuova Zelanda e l’Islanda hanno un posto nel mio cuore. La Mongolia forse, un viaggio d’un altro mondo, la bellezza dei nomadi e delle tribù kazake che cacciano con l’aquila, questo viaggio mi ha profondamente commosso.
Infine, qual è la tua visione di un Vuarnet Day?
S: Una mattina al sole con una colazione abbondante, per tenere tutta la giornata perché le scoperte di nuove contrade, le marce a dorso d'elefante, i salti in paracadute e le acque termali naturali… Stancano!
D: Di per sé ogni giorno è un po’ un Vuarnet Day, forse un po’ meno quando passo una giornata di fotoritocco davanti allo schermo, e certamente molto di più quando al risveglio apro la cerniera di una tenda issata sul tetto di un 4x4 in Namibia per vedere il sole sorgere. Ma sì, ogni giorno c’è una luce, un amico, una curva in snowboard, un’idea che arriva, un progetto che si profila.
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